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Le persone hanno una soglia di attenzione sempre più breve, ecco perché il tuo sito deve seguire la regola dei 3 click:

1. accesso

2. informazione

3. azione

 

Di seguito ti segnalo i 9 errori da evitare se hai un sito no profit. Basta uno di questi scivoloni e rischierai non non ricevere neanche una donazione per la tua campagna di beneficienza!

1. Mancano le informazioni di contatto

Assicurati che gli utenti (quindi potenziali donatori) trovino subito il numero di telefono, l’email o il contact form della tua organizzazione.

E soprattutto che il tuo staff sappia gestire le richieste dei donatori.

 

2. Mancano la “mission” e la “vision” 

Perché dovrei sostenere la tua organizzazione no profit?

Che cosa stai facendo di diverso dagli altri?

Cos’è che fa spiccare la tua campagna?

E’ fondamentale che le risposte a queste domande siano chiare e messe ben in evidenza.

 News

3. Non pubblichi le ultime notizie

Crea una sezione dove condividere le ultime notizie sui progetti in corso, sui traguardi ottenuti e sui prossimi eventi.

Questo tipo di contenuti funziona bene in un blog e sono facilmente condivisibili sui social e sulla newsletter.

Le persone amano i contenuti utili, interessanti e originali… Quindi mettiti al lavoro!

 

4. Non è mobile-friendly

Sai che più della metà del traffico arriva dalla navigazione su smartphone e tablet?

Non c’è niente di peggio che trovare un link interessante e non riuscire a leggere il contenuto perché il sito è obsoleto, non responsive o inattivo.

E se un utente non può accedere, non può donare.

 

5. La navigazione non ha senso

Il sito della tua onlus dev’essere organizzato secondo le aspettative degli utenti, non su quello che pensi vada bene.

Rendi la loro esperienza facile e accessibile, con le informazioni e la call to action ben in evidenza.

Contact us concept using female hand touching a button. Futuristic contact us concept on light blue

 

6. Manca la call to action

Non avere paura di chiedere delle donazioni: è lo scopo della tua organizzazione!

I sostenitori apprezzeranno il fatto che gli stai rendendo la vita più semplice, quindi metti un bel bottone “dona adesso” e crea un percorso sicuro e accessibile.

 

7. Mancano i link alla newsletter e ai social

I social media sono uno strumento chiave per connettersi e comunicare con i tuoi sostenitori.

Assicurati che tutte quelle ore a pubblicare post non vada sprecato: fornisci i link dei canali social e spingi gli utenti a condividere i contenuti con i loro amici.

Se invece non sono social addicted, la newsletter è un ottimo modo per tenersi in contatto.

Ecco perché l’iscrizione alla newsletter dev’essere un processo semplice e immediato.

 

8. Usi troppe parole per spiegare cosa fai

Come dice il proverbio, una foto vale più di mille parole.

Pubblica le immagini e i video di chi ha beneficiato delle tue campagne, dei volontari in azione, degli eventi di raccolta fondi… Tutto ciò che dimostra la tua missione e l’impatto del tuo lavoro.

Anche in questo caso, la soglia di attenzione degli utenti è molto breve.

Un’immagine avvincente catturerà l’attenzione dei visitatori e racconterà una storia meglio di un fitto paragrafo.

 

9. Manca l’approvazione di terze parti

Un ruolo centrale nella trasparenza la ricoprono gli indicatori di performance, ossia quei parametri sui quali misurare l’attività di una onlus. 

L’esempio migliore è Charity Navigator, un’organizzazione no profit che ha come scopo quello di individuare e analizzare le performance delle charities su indicatori comuni di efficienza e creare così dei rating standard. 

I donatori capiscono così quanto un’organizzazione sia efficiente e se sia giusto investire su di loro.

L’efficacia dei tuoi contenuti dipende dal messaggero. Fatti aiutare da gruppi come Guide Star e Charity Navigator per costruire le tue campagne e dimostrare che sei degno di fiducia.

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